L’educazione, la promozione e il coordinamento del servizio a favore della carità è pilastro di Caritas. Per questo, promuoviamo attività ed esperienze di volontariato da parte di singoli e di gruppi sul territorio, nelle opere segno, in ambiti specifici come grave marginalità o carcere, in Italia e all’estero. Lo facciamo durante tutto l’anno e in alcuni periodi particolari, come il periodo estivo. Per adulti, in modo individuale o collettivo, e con attenzione anche ai giovani e alle famiglie.

In particolare, nel contesto del progetto diocesano sul volontariato giovanile e di famiglie #cosebelle, quest’anno riproporremo alcune esperienze: il servizio a Trieste (dal 7 al 16 agosto sono le date per i giovani, in corso di definizione quelle per le famiglie) e il servizio durante le vacanze estive a Cesenatico (Forlì-Cesena) della Comunità San Francesco di Marzalengo, nostra opera segno (dal 29 giugno al 5 luglio).

Oltre alle esperienze che proponiamo direttamente, seguiamo con attenzione le iniziative spontanee di ragazzi e ragazze del territorio diocesano che decidono di fare percorsi di volontariato o di servizio umanitario all’estero. Percorsi che ci teniamo a far conoscere, condividere e se possibile accompagnare e sostenere per testimoniare l’espressione di una gioventù vitale, creativa e attenta alla carità.

E allora, dopo aver promosso il racconto di Caterina Ardigò di Soresina, 26enne già casco bianco in Senegal (leggi l’articolo) e ora in servizio in Togo, vi presentiamo Anna Vallari, 22enne di Castelverde, laureata in Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, da qualche mese impegnata a Sophia, in Bulgaria, con la Caritas locale.

Anna Villari ha 22 anni appena compiuti. Quando la raggiungiamo al telefono è in partenza per tornare in Bulgaria a Sophia, dopo il periodo di festività natalizie. Anna è nata e cresciuta a Castelverde, in provincia di Cremona, in una famiglia – ci racconta – “abituata a fare volontariato”. Si è laureata a settembre in Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ma ha deciso di non iniziare subito il percorso di laurea magistrale. “Volevo fare prima un’esperienza all’estero, nel Corpo Europeo di Solidarietà”, ci ha detto. “Tra i progetti finanziati dall’Unione Europea – ha continuato – ho richiesto di partecipare a quello di Caritas Sophia perché riguarda l’accoglienza di Minori stranieri non accompagnati, un fenomeno a cui sono interessata. Volevo sperimentare un lato differente della migrazione, ambito che in generale avevo già approcciato quest’estate in un’esperienza umanitaria in Francia”.

Anna, infatti, nell’estate 2024, in Francia, con un’organizzazione umanitaria, ha partecipato all’assistenza delle migliaia di persone migranti che vivono negli accampamenti di emergenza della zona di Dunkerque (vicino a Calais), in attesa di poter entrare nel Regno Unito. “Là ci sono dei campi, come quelli delle nostre campagne cremonesi, dove migliaia di persone si accampano in tende, privi di beni di prima necessità e servizi di alcun genere. Con l’organizzazione, portavamo loro cibo e prodotti per l’igiene personale e allestivamo docce mobili, gestendo gli accessi e la sanificazione”.

Poi, la decisione di partecipare con il Corpo Europeo di Solidarietà al progetto in Bulgaria dedicato agli MSNA, partito ad ottobre. “Andiamo nei centri di ricezione dei minori stranieri non accompagnati e organizziamo attività di animazione e lezioni di inglese – prosegue Anna – L’obiettivo del progetto è anche quello di sensibilizzare la cittadinanza ai valori europei, alla solidarietà e all’integrazione, ma è molto difficile. Quando diciamo che siamo venuti dall’Italia o da altri paesi per fare volontariato, ci guardano stupefatti come dire: ma da dove siete arrivati?”. Anna è in un gruppo con altri tre ragazzi, supervisionati da Caritas Sophia: un’italiana che la affianca nelle attività con i minori, una francese che si occupa più delle social kitchen e uno svedese che la parte amministrativa.  

“Mi piace lavorare con i minori stranieri non accompagnati – commenta Anna – Sicuramente questa per me è un’esperienza di vita: credo che non ci sarei mai finita in altro modo in Bulgaria. Posso vivere una realtà diversa, vedere sul campo come funziona il mondo del volontariato e del servizio umanitario e contribuire nel mio piccolo alla crescita della cultura della solidarietà”. Poi, certo, non è tutto facile. “L’organizzazione è sicuramente molto diversa dalla nostra e anche il fatto che in pochi parlino inglese, non aiuta”, spiega.

Anna è in Bulgaria da tre mesi, ma lo sguardo è già alla prosecuzione degli studi. “Il mio obiettivo, rientrata da questa esperienza, è fare la magistrale e lavorare in ambito umanitario o cooperativo, possibilmente all’estero, anche se è difficile perché è un campo competitivo”, continua. 

“Sia in Francia, sia in Bulgaria – conclude Anna – aiutiamo persone che altrimenti verrebbero ignorate. Il fatto di dare l’aiuto che nessun altro dà, che sia l’acqua o l’occasione di trascorrere un tempo di qualità, ti fa sentire utile. E poi ti accorgi ogni giorno che sei nato dalla parte giusta del mondo. Certo, non salvi il mondo ma fai la tua parte e hai un ritorno sul lato umano. Rispetto agli studi, poi, esperienze come queste ti danno uno spaccato unico: sei a contatto con le persone e con il sistema umanitario. Non è teoria, è lavoro sul campo e ti arricchisce moltissimo”.  

Nella foto, a sinistra Anna con la collega Janette e Amir, volontario locale.