Interveniamo a favore delle popolazioni colpite da calamità naturali o vittime di conflitti. Lo facciamo in Italia e nel mondo con modalità, tempi e operatività diverse, a seconda delle situazioni.

Per le emergenze internazionali, ci coordiniamo con Caritas Italiana, a sua volta coordinata da Caritas Internationalis. A seconda della portata dell’emergenza, strutturiamo azioni e coinvolgimento. 

Anche per le emergenze nazionali, ci coordiniamo con le altre Caritas, lombarde e nazionale e, in base alle emergenze, spesso legate alle calamità naturali, organizziamo raccolte di fondi o materiali e realizziamo progetti di sostegno alle comunità.

Le emergenze in corso

Emergenza libano

Il 4 agosto 2020 Beirut è stata devastata da una potente esplosione che ha provocato una grave emergenza umanitaria che ha aggravato le condizioni di pesante crisi socio-economica in cui il paese versa dagli inizi del 2020. A ciò si aggiunge la pandemia di Covid-19 e il fatto che  Il Libano è il secondo Paese per numero di rifugiati siriani accolti con oltre 1 milione di persone.

Anche come Caritas Cremonese, insieme all’Ufficio Missionario Diocesano, abbiamo raccolto l’invito alla solidarietà arrivato dalla Caritas Nazionale a sostenere progetti di aiuto concreto ai bisogni urgenti della popolazione libanese in questa emergenza (Guarda sul sito della Caritas italiana).

Le risorse raccolte grazie alla generosità delle comunità sul territorio diocesano confluiscono nella raccolta di fondi a sostegno del progetto “Amici di San Charbel”, avviata nei mesi scorsi con la visita in Libano e Siria di don Federico Celini, incaricato diocesano per la pastorale ecumenica e il dialogo interreligioso, e sostenuta dagli oratori cremonesi nel corso del progetto “Summerlife” (Approfondisci sul sito della Diocesi di Cremona).

In Libano, inoltre, la nostra Caritas sostiene da anni “Oui pour la vie”, associazione di volontariato con sede a Damour in Libano, legalmente riconosciuta impegnata in favore dei più poveri di ogni appartenenza religiosa e provenienza. Il responsabile è Padre Damiano Puccini. (Guarda il progetto nell’area Mondo).

Emergenza Bosnia

Si aggrava sempre di più l’emergenza umanitaria per i migranti bloccati in una situazione disumana al campo di Lipa, nel nord-ovest della Bosnia e Erzegovina. Abbondanti nevicate e temperature che scendono fino a -10°C mettono a rischio la vita di circa 900 persone che vivono nel campo in condizioni molto carenti. 

Mons. Komarica, Vescovo di Banja Luka ha lanciato un accorato appello, chiedendo a tutti i rappresentanti politici che possono prendere decisioni di “lavorare insieme, con l’aiuto materiale della comunità internazionale, per risolvere questa catastrofe umanitaria in modo positivo ed efficace, il prima possibile”.

Caritas italiana è presente da anni lungo tutta la rotta balcanica con programmi di emergenza, interventi di accoglienza diffusa nel medio periodo, attività di tipo psico-sociale ed educative, progetti di economia sociale. In particolare, per la situazione di Lipa, Caritas ha attuato e continua ad attuare interventi mirati come la distribuzione di beni di sopravvivenza, l’allestimento di un tendone refettorio, l’istallazione di una autocisterna per il trasporto dell’acqua potabile.

Nel frattempo, nonostante la drammatica situazione, il governo della Bosnia e Erzegovina ha deciso di trasformare Lipa in un campo permanente. Anche l’Unione Europea chiede che a Lipa vengano rispettati i diritti umani ed ha stanziato nuovi fondi per poter migliorare le condizioni del campo, ma senza un esito concreto immediato. 

Anche come Caritas cremonese promuoviamo il sostegno per le popolazioni migranti in Bosnia Erzegovina e lungo la Rotta balcanica, spesso in fuga da scenari di guerra e persecuzione. Queste persone hanno pieno diritto alla protezione internazionale lungo il proprio percorso migratorio.

(Informazioni e modalità di sostegno sul sito di Caritas italiana)

Emergenza Haiti

Si fa sempre più tragico il bilancio del terremoto che ha colpito Haiti, in particolare il Sud-Ovest del Paese, soprattutto le province del Sud, Grand’Anse e Nippe. Le città maggiormente colpite sono Las Cayes, nei cui pressi c’è stato l’epicentro della scossa di magnitudo 7.2 (localizzata a 12 chilometri a Nord-Est di Saint-Louis du Sud, e Jérémie.

Il ricordo va al terribile terremoto del gennaio 2010, che colpì le zone più densamente abitate del Paese e in particolare la capitale, Port-au-Prince, provocando secondo le stime tra le 200mila e le 300mila vittime. In questo caso, il sisma ha colpito zone meno abitate, ma con effetti comunque drammatici.

Caritas Italiana, che opera ad Haiti dal 2010, dopo che un altro grave sisma di magnitudo 7.0 colpì la capitale Port au Prince, causando più di 200.000 vittime, sta seguendo da vicino la crisi e coordinando insieme alle altre Caritas nazionali, interventi efficaci per rispondere alle numerose emergenze in corso.
Anche Caritas Cremonese si mobilita a sostegno dell’impegno di Caritas Italiana per Haiti raccogliendo gli aiuti di chiunque, anche dal territorio cremonese, voglia dare un proprio contributo solidale (Informazioni e modalità di sostegno).

Emergenza Afghanistan

Dopo una guerra di venti anni dai costi umani incalcolabili e da miliardi di Euro di spesa, il ritiro delle forze armate statunitensi ha lasciato il Paese in un tragico baratro.

Come sempre saranno i più deboli a pagare il prezzo più altro, già in decine di migliaia in fuga dalle zone di combattimento, mentre i talebani sono ormai nella capitale, Kabul.

Caritas Italiana è impegnata nel Paese sin dagli anni Novanta. Nei primi anni Duemila, Caritas Italiana ha sostenuto un ampio programma di aiuto di urgenza, riabilitazione e sviluppo, la costruzione di quattro scuole nella valle del Ghor, il ritorno di 483 famiglie di rifugiati nella valle del Panshir con la costruzione di 100 alloggi tradizionali per le famiglie più povere e assistenza alle persone disabili.

Attualmente l’ambito di attenzione principale è costituito dai minori più vulnerabili. Ma l’instabilità della situazione comporterà la sospensione di tutte le attività, mentre crescono i timori per la possibilità di mantenere una presenza anche per il futuro, oltreché per la sicurezza dei pochi Afghani di confessione cristiana.

Mi unisco all’unanime preoccupazione per la situazione in Afghanistan. Vi chiedo di pregare con me il Dio della pace affinché cessi il frastuono delle armi e le soluzioni possano essere trovate al tavolo del dialogo, ha detto Papa Francesco all’Angelus del 15 agosto 2021.

I paesi occidentali si troveranno a fronteggiare una pressione sempre maggiore di persone in fuga da questo paese, dove forse troppo frettolosamente l’occidente ha pensato di poter esportare delle ricette sociali.

È possibile sostenere gli interventi di Caritas Italiana attraverso i canali solidali di Caritas
Cremonese (Informazioni e modalità di sostegno).